Jan
11
C’è una rete là fuori che non è fatta da blog e reti sociali, non pensa ossessivamente ai modelli di business, e se ne infischia parecchio del futuro di giornalismo e carta stampata. Ma riesce a raccogliere persone in gruppi coesi, a creare know-how e contenuti, a generare discussioni. È l’“anima buona” della rete, quella che ha raccolto l’eredità di Usenet e delle reti di BBS, che mette in relazione chi nella vita ha un interesse, una passione, un po’ di curiosità e spesso tanta voglia di fare. È qui che nasce la vera rivoluzione, non nella cacofonia stupida della blogosfera, negli uffici delle agenzie di PR e dei gruppi editoriali, o tra le relazioni-aperitivo dei social network. È qui che il futuro sta nascendo, grazie ad una combinazione unica nella storia dell’umanità: il sapere scientifico e tecnologico fruibile da chiunque a bassissimo costo; la possibilità di entrare in relazione e collaborare con chi ha interessi simili, su scala mondiale; strumenti, materiali e componenti sofisticati accessibili in maniera semplice ed economica. Il resto sono chiacchiere, business, pubblicità, non innovazione.
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