Non è che abbia il tempo di cazzeggiare, in questo preciso momento, ma c’è una cosa che mi brucia sulla punta della lingua e quindi la dico, veloce e senza fronzoli.
Berlusconi non parla mai senza un tornaconto personale o elettorale. Questa cosa di “regolamentare Internet” è ovviamente una cazzata. Lo sa chiunque abbia idea di come funziona il mezzo, per cui prendetela per quello che è: una cazzata. L’ha detta fondamentalmente perché sa che è passata efficacemente l’idea che Internet sia quella cosa che appena la apri, i bambini vedono le donne nude.
E’ così. Fuori dalla cerchia di chi sa cosa siano un browser o un motore di ricerca, si pensa a Internet come a una cosa acquattata nel computer, una specie di bomba pronta ad esplodere, il babau che irretisce i pupini. Il Presdelcons lo sa. Quindi dice questa minchiata di “regolamentare Internet”, non perché si possa fare o sia auspicabile farlo, ma perché la solita maledetta casalinga di Voghera la sentirà al telegiornale e dirà “Bravo! Finalmente qualcuno che fa qualcosa per questo brutto Internet!” (perché la casalinga di Voghera, come Ornella Vanoni, pensa che “Internet” sia maschile).
End.
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